Calo di Like e Views: Instagram, Facebook e YouTube ai tempi delle dirette

Calo di Like e Views

Mi hanno scritto in molti per sapere del calo eccessivo nelle ultime settimane di Like e Views sui social network più gettonati come Instagram, Facebook e YouTube.

Qualche tempo fa vi avevo parlato delle soluzioni adottate dai social network per tenere d’occhio chi “barava” con bot e pratiche di follow-unfollow, oltre che di scambio like, ma in questo periodo, il Calo di Like e Views, non è dovuto più solo a questo.

Con il raggiungimento dei 600 milioni di utenti (di cui circa 100 milioni arrivati solo negli ultimi 6 mesi), analizzando i profili degli influencer, si può notare che pagine e profili che per singola foto raggiungevano i 40.000 like a foto, adesso raggiungono scarsi i 6.250 like per ogni singola foto.

Le cause che ho potuto riscontrare (oltre quella indicata nel post precedemente linkato dove si parla di networking e direct group), sono due.

La prima causa è sicuramente quella di un eccessivo utilizzo del social network nello sfruttare la propria visibilità, a portare gli utenti nel proprio “circuito pubblicitario”. Sicuramente le Aziende che decidono di investire su questo social network, mettono su dei rate di confronto molto alti per ben comprendere chi è veramente efficiente su Instagram, Facebook e YouTube, controllando in maniera “ossessiva” gli Insight oltre che Like e Views dei profili assoldati.

Questa teoria di calo, seppur supportata da una teoria complottista (a cui io non credo), di misure attuate dai network per debellare il fenomeno è però supportata invece dall’aspetto organico, che vedrebbe dalla parte dei network, gli stessi utenti che giudicano la reputazione dei profili, cominciando a togliere i segui e silenziare le storie, nel momento in cui il tutto diventa troppo pubblicitario.

La possibilità per combattere questa prima situazione risiede in due opportunità:

  • Sfruttare lo strumento a pagamento di inserzioni pubblicitarie di Instagram, Facebook e YouTube
  • Cominciare a dire di “No”, alle proposte eccessive di sponsorizzazione dei prodotti e servizi sui propri profili

Fatta questa premessa, andiamo sulla seconda motivazione che si è isolata in questo periodo: l’eccesso di live e contenuti.

In tempi di CoronaVirus, durante questa quarantena il tempo di permanenza a casa è forse decuplicato per molti e di conseguenza, vediamo spiccare continuamente tra le prime Stories dei nostri profili, le dirette.
Non voglio parlare degli artisti o dei professionisti dello Spettacolo, che a seguito delle limitazioni dovute a questa emergenza, sono “costretti” ad utilizzare i social come unico metodo di diffusione dei loro momenti d’arte, ma parlo di “UUC: Useless User Creator”, ovvero utenti comuni che si improvvisano creatori di contenuti.

Oltre ad aumentare la dispersione delle visualizzazioni, molto spesso, questi UUC vanno a trattare argomenti che andrebbero evitati, come le opinioni sulla pandemia, ripetendo in maniera sconnessa ciò che leggono sui social network e creando ancora una maggiore disinformazione sugli argomenti.

La dispersione maggiore di utenti che causa il calo di Like e Views, arriva però dall’invasione incontrollata delle “interviste” con personaggi improbabili che vengono cercati con attenzione e con un solo requisito: quello di avere almeno 10.000 follower.

Il mio consiglio rimane quello di continuare a lavorare sulla qualità dei propri contenuti e soprattutto di evitare la sovraesposizione mediatica, evitando anche di seguire chi crea le Live sfruttando il Covid-19 come mezzo per farsi vedere ed aumentare la propria esposizione mediatica, anche perché questo crea solo un danno ai professionisti del settore ed ai Creator di professione.

25 Marzo, 2020

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